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Auriga (Auriga)
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ABBREVIAZIONE
Aur

DESCRIZIONE
La costellazione di Auriga, o del Cocchiere, è composta da un grande pentagono che spicca alto in cielo nelle notti invernali. Questa costellazione è legata a quella del Toro avendo in comune la stella Al Nath, e sembra che all?equinozio di primavera di circa 2500 anni a.C. le due costellazioni sorgessero insieme.

POSIZIONE
E' possibile trovare questa costellazione seguendo il lungo allineamento di stelle brillanti che parte dal lato più a nord del Quadrato di Pegaso, per poi continuare con Beta e Gamma Andromedae, e superata Alfa Persei, giugere fino a Capella. Questa stella è al vertice di un pentagono molto luminoso, in cui la stella posta più a sud fa parte della costellazione del Toro.
Capella, passa a mezzanotte alta sullo zenith nei Paesi posti a latitudini intorno ai 45° N all'inizio del mese di dicembre; Risulta quindi possibile osservare questa costellazione per buona parte dell'autunno, per tutto l'inverno, fino a primavera inoltrata. La stella Capella è circompulare per le latitudini maggiori di 45° N, quindi non tramonta mai se osservata da luoghi posti nella parte settentrionale dell'emisfero boreale.

Ascensione Retta
(compresa tra)
Declinazione
(compresa tra)
Estensione
(gradi quadrati)
04h 35m e 07h 27m +27,9° e +56,1° 657

MITO
Tra le diverse interpretazioni del mito di Auriga ("il cocchiere"), la più avvincente risulta quella che la identifica col personaggio mitologico Mirtilo, figlio dell'amazzone Mirte e del dio Ermes (per i romani Mercurio, il dio messaggero dell'Olimpo) e cocchiere del re Enomao. Questi non voleva che la figlia Ippodamia si sposasse perché un oracolo gli aveva predetto la morte per mano del futuro genero, oppure, secondo un'altra versione, perché ne era innamorato. Per allontanare i pretendenti aveva promesso la figlia in sposa a colui che lo avesse battuto in una corsa di bighe: la biga del gareggiante doveva però trasportare Ippodamia, che menomava la velocità, ma anche la stessa attenzione del conduttore. Il cocchio dello sfidante doveva evitare di essere raggiunto da quello di Enomao, guidata da Mirtilo: in caso di sconfitta, il pretendente veniva decapitato. Pelope, un giovane di cui la stessa Ippodamia era innamorata, non si fece spaventare e, d'accordo con Mirtilo (anche lui segretamente innamorato di Ippodamia), sostituì i perni delle ruote del carro reale con altri di cera. Risultato: Pelope vinse la gara ed Enomao perse la vita cadendo dal carro che si sfasciò in corsa. I tre complici (Mirtilo, Ippodamia e Pelope) fuggirono per sottrarsi alla vendetta della popolazione e Mirtilo, nel tentativo di possedere con violenza Ippodamia, approfittando di una breve assenza di Pelope, venne spinto da un precipizio in mare da quest'ultimo. Prima di morire, però, Mirtilo scagliò una maledizione contro Pelope e suoi discendenti, che subirono perciò continue tragedie (vedi Atreo, Tieste, Agamennone). La costellazione viene immaginata come un auriga con in braccio una capra (Capella, cioè in latino appunto "piccola capra") e due capretti (stelle Headi, zeta ed eta Aurigae). I mitoastronomi greci seppero spiegare la presenza di questi animali narrando che le due ninfe Aix ed Elice, le balie di Zeus, non avevano latte, sicché dovettero dargli come nutrice una capra, Amaltea, che lo svezzò. L'animale aveva partorito proprio in quel periodo due caprettini. Quando Zeus divenne adulto, volle per gratitudine rendere eterni nel cielo la madre insieme ai i due figli. Arato nel suo PHENOMENA così la indicava:

...Qualora poi ti piaccia
contemplare L'Auriga e le sue stelle
e ti sia giunta fama della Capra,
di lei e dei Capretti i quali videro
parecchie volte uomini dispersi
sopra il mare agitato - tutto quanto
inclinato a sinistra dei Gemelli
lo troverai, grandioso. A lui davanti
si volge in giro la punta del muso
d'Elice; e sulla sua spalla sinistra
si spinge innanzi quella sacra Capra
che offrì, a quanto si dice, a Zeus la poppa...

ATLANTE DI BAYER
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ATLANTE DI HEVELIUS
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Immagini gentilmente concesse da  Atlas Coelestis di Felice Stoppa
STELLE PRINCIPALI

α (alfa) Capella

E una stella di colore giallo or osservabile allo zenit nelle fredde sere di Febbraio ed è situata a circa 20° a est di Mirfax. Il suo nome ha origini latine dove veniva indicata come la Stella Capra. Nella tradizione greca e romana Capella veniva spesso associata alla pioggia , poichè in primavera era visibile in cielo prima dell'alba. Capella era anche associata, in epoca classica, ad una cornucopia oppure ad un corno di capra spezzato. Tolomeo nell?Almagesto descrive Capella sulla spalla sinistradell'Auriga.
Capella è, in ordine di luminosità, la quarta stella del cielo notturno. E' una doppia composta da due stelle giganti quasi identiche, con una operazione quasi uguale alla distanza esistente fra il Sole e il pianeta Venere. Capella ha una magnitudine di 0,1 di colore bianco e ritrova ad una distanza di circa 46 anni luce.

β (beta) Menkalinan

Il suo nome deriva dall'arabo e sta a significare "la spalla del cocchiere". Questa stella è distante 82 anni luce, luminosità apparente (m) 1,9.

OGGETTI IN AURIGA

M36  - NGC1960  (Ammasso aperto)

 Ascensione Retta  05h 36m 06,0s
 Declinazione  +34° 08' 00"
 Distanza  1.270 pc
 Magnitudine visuale  6.0
 Diametro apparente  12,0'







M36 è un ammasso aperto che era stato osservato già da Le Gentil nel 1749. Contiene una decina di stelle che superano la decima magnitudine. La sua distanza si aggira intorno a 4000 anni luce.


M37  - NGC2099  (Ammasso aperto)

 Ascensione Retta  05h 52m 24,0s
 Declinazione  +32° 33' 00"
 Distanza  1.350 pc
 Magnitudine visuale  5.6
 Diametro apparente  24,0'







Fu catalogato da Messier nel 1764. M37 è più grande e luminoso di M36 essendo formato da circa 150 stelle che portano la magnitudine totale intorno alle sesta. Nonostante risulti gia' visibile con un buon binoccolo, è necessario un telescopio con apertura di 10cm per permettere di risolvere le stelle più brillanti.


M38  - NGC1912  (Ammasso aperto)

 Ascensione Retta  05h 28m 42,0s
 Declinazione  +35° 50' 00"
 Distanza  1.320 pc
 Magnitudine visuale  6.4
 Diametro apparente  21,0'







E' un ammasso aperto scoperto da le Gentil nel 1749. E' formato da un centinaio di stelle, poste in un'area di cielo estesa per circa 20' di diametro, Le stelle più luminose si aggirano intorno all'ottava magnitudine. Al pari di M36 e M37è percepibile con binoccoli, ma con strumenti più potenti è possibile cogliere maggiori dettagli sugli astri che le compongono.