Quale uomo, dagli albori dell'umanità, non si è mai soffermato, alzando lo sguardo al cielo,
anche per un solo istante, ad ammirare l'eterno spettacolo delle brillanti stelle?
I Mesopotamici, gli Indiani d'America, gli antichi Greci e Romani, i Maya e gli Inca,
gli antichi Egizi, i Vichinghi, tutti popoli antichissimi e tutti profondi conoscitori
della volta celeste.
Il cielo era considerato un dio, una guida per la navigazione, un calendario per l'agricoltura,
un oracolo da consultare, un teatro di eroi e potenze cosmiche che danzavano senza sosta per
disegno divino, il confine dell'universo stesso. Si rese, quindi, necessario raggruppare le stelle
più brillanti in costellazioni. Secondo la forma e la diversa posizione nel cielo, le costellazioni
furono denominate dagli antichi in modo assai suggestivo: con nomi di cose o di personaggi appartenenti
alla vita di ogni giorno, oppure con nomi derivati dal mondo favoloso delle molte leggende e degli
antichi miti.
La prima opera a noi conosciuta risale al 105 d.C., ed è l'Almagesto di Tolomeo. Le costellazioni
considerate erano 48 (30 dell'emisfero boreale e 15 in quello australe). Nel Seicento Hevelius inserì
altre dodici costellazioni nell'emisfero boreale. In seguito ad opera degli scienziati Halley, Bayer e
La Caille il numero delle costellazioni dell'emisfero australe giuse a 50 unità. Alla fine dello scorso
secolo le costellazioni classificate erano 108.
L'Unione Astronomia Internazionale, al fine di normalizzare
la situzione, ridusse le costellazioni alle 88 attuali, di cui
26 appartengono all'emisfero booreale, 12 allo Zodiaco e 50 al
cielo australe.
Nell'astronomia moderna le costellazioni hanno perso molta di quell'importanza che avevano per
gli antichi. Tuttavia la loro conoscenza si rivela ancora di estrema utilità per gli astronomi
moderni, tanto che è stato escogitato un metodo per distiguere tra loro le stelle delle singole
costellazioni. Tale metodo consiste nel classificare le stelle di una costellazione in ordine
di luminosità, contrassegnando ciascuna di esse con una lettera dell'alfabeto greco. La stella
più luminosa viene contrassegnata con la lettera alfa, la seconda per luminosità con la
lettera beta e così via dicendo. Tuttavia esistono delle eccezioni. La più nota è quella
della costellazione dell'Orsa Maggiore dove alle sette stelle principali sono state fatte
corrispondere le prime lettere dell'alfabeto greco in ordine successivo andando da ovest verso
est.