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Cos'è lo stage di astrofisica

Lo stage laboratoriale di astrofisica nasce dalla fusione della decennale esperienza didattica con la sezione di ricerca dell'osservatorio astronomico di Acquaviva. Lo stage di astrofisica viene proposto a scuole superiori e astrofili con competenze basilari nell'acquisizione di riprese astronomiche. Lo scopo è introdurre i corsisti alla ricerca professionale e alla comprensione delle principali problematiche di natura astrofisica. Appassionati di astrofisica e studenti intenzionati a indirizzare il proprio corso di studi verso la fisica e l'astronomia avranno la possibilità di capire quali sono le tecniche e gli strumenti da utilizzare e, ancora più importante, saper estrapolare dati di interesse scientifico dalle loro misurazioni numeriche.  >>continua

   
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MAGNITUDINI: dalle strumentali alle standard

Lo scopo principale della fotometria è quello di ricavare il valore della magnitudine di qualsiasi oggetto in cielo. Poiché le condizioni osservative e strumentali sono diverse, sarebbe impossibile che due osservatori diano dello stesso oggetto lo stesso identico valore della magnitudine. Questo perché i dati fotometrici dipenderebbero dalla diversità di numerosi fattori (ottiche, rivelatori, condizioni di cielo etc.). Un primo passo è l'utilizzo di filtri standard, ovvero filtri con una "finestra" prefissata, che rendano pertanto comparabili le misurazioni eseguite in posti diversi con strumentazione differente e differenti condizioni di cielo.  >>continua

   
Schema tipico di una sessione osservativa

Nell'articolo vengono elencate tutte le operazioni necessarie a condurre una "ortodossa" sessione di riprese fotometriche. E' importante sapere cosa fare e cosa riprendere, affinché nella fase di riduzione delle immagini si abbia tutto il materiale osservativo necessario a passare dai file raw (grezzi, non elaborati) dei campi stellari di interesse alle immagini finali, ripulite di segnali spuri e con errori statistici più contenuti.  >>continua

Indroduzione alle Stelle variabili

Le caratteristiche fotometriche e spettroscopiche delle stelle variano lentamente nel tempo a seguito delle modifiche strutturali indotte dall'evoluzione. I tempi caratteristici di questi cambiamenti sono tuttavia troppo lunghi per dar luogo a variazioni osservabili in intervalli di tempo brevi e comparabili a quelli dell'intera storia umana. Vi sono, tuttavia, stelle che mostrano variazioni su tempi scala relativamente brevi; queste stelle prendono il nome di stelle variabili. La variabilità delle proprietà osservative è collegata in genere alle caratteristiche strutturali degli strati superficiali ed è quindi intrinseca. Essa risulta essere conseguenza di squilibri interni, superati in tempi brevi dalle stelle che, come grandiose macchine termiche autoregolate, ritrovano...  >>continua

   
Approfondimenti sulla fotometria. Basi teoriche

La teoria fotometrica si basa sul delicato concetto di "flusso di radiazione" proveniente da un corpo celeste. Conoscendo questo è possibile risalire a una grande quantità di informazioni, utili all'astronomo fotometrista. Nell'articolo vengono introdotte le principali espressioni analitiche: flusso specifico, luminosità e flusso effettivo, quello che raggiunge effettivamente il rivelatore, scalato dei contributi di assorbimento dovuti all'assorbimento interstellare, dell'atmosfera, delle ottiche e del sistema filtri-rivelatore. Viene introdotto successivamente il concetto di magnitudine, la grandezza "principe" attraverso cui è possibile quantificare e comparare i dati fotometrici degli osservatori di tutto il mondo.  >>continua

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