Grazie al grande telescopio dell'ESO (VLT) gli astronomi hanno individuato, in un'altra galassia, un buco nero di massa stellare, molto più distante di tutti quelli conosciuti finora. Con una massa superiore di quindici volte quella del Sole, è anche il secondo fra i buchi neri di massa stellare, più massicci fin'ora individuati. è legato con una stella che, anch'essa, diventerà "presto" un buco nero.
I buchi neri di massa stellare scoperti nella Via Lattea “pesano” fino a dieci volte la massa del Sole ma, all'esterno della nostra galassia, sarebbero semplicemente giocatori di seconda fila da quando gli astronomi hanno trovato un buco nero di massa superiore a quindici masse solari. Quello in questione è appunto uno dei tre soli oggetti di questo tipo trovati fin’ora.
Questo nuovo buco nero si colloca nella galassia a spirale chiamata NGC 300, a sei milioni di anni luce dalla Terra. Il curioso partner di questo buco nero è una stella di tipo Wolf-Rayet che anch’essa ha una massa di circa venti masse solari. Le stelle Wolf-Rayet sono vicine alla fine della loro vita ed espellono la maggior parte dei loro strati esterni nelle loro vicinanze, prima di esplodere in supernovae con il loro nucleo che implode per formare un buco nero.
Grazie alle nuove osservazioni realizzate con lo strumento FORS2 installato sul VLT dell' ESO, gli astronomi hanno confermato la loro recente intuizione. I nuovi dati mostrano che il buco nero e la stella Wolf-Rayet orbitano uno attorno all'altro in un “valzer” con un periodo di circa 32 ore. Gli astronomi hanno anche scoperto che il buco nero causa l' espulsione di materia della stella, orbitando uno attorno all'altra.
In meno di un milione di anni, sarà la volta della stella Wolf-Rayet a trasformarsi in supernova per poi diventare un buco nero. Se il sistema sopravvive a questa seconda esplosione, i due buchi neri fonderanno, emettendo, nel momento della fusione, una grande quantità di energia sotto forma di onde gravitazionali. Tuttavia, ciò richiederà alcuni miliardi di anni prima che essi fondano realmente, molto più a lungo della scala di tempo umana. Studi mostrano tuttavia che tali sistemi devono esistere e coloro che si sono già evoluti in buco nero binario dovrebbero potere essere individuati studiando le onde gravitazionali.